Peronospora, oidio, botrite, mal dell'esca, flavescenza dorata. La nostra intelligenza artificiale identifica la malattia in 3 secondi e ti dice esattamente come trattarla.
Le patologie che ogni viticoltore italiano deve saper identificare in tempo.
Macchie d'olio gialle sulla pagina superiore, muffa biancastra sotto. Compare dopo piogge primaverili. Causa la peggiore perdita di produzione se non trattata.
Trattamento: Rame metallico (2-2,5 kg/ha) preventivo, o sistemici come Mancozeb / Metalaxyl.
Polvere bianca farinosa su foglie, germogli e grappoli. Tipica delle estati calde e secche. Riduce qualità e quantità dell'uva.
Trattamento: Zolfo bagnabile (4-6 kg/ha) o IBE (es. tebuconazolo). Carenza 5-10 giorni.
Muffa grigia sui grappoli maturi, soprattutto dopo piogge a fine estate. Marcisce l'uva prima della vendemmia.
Trattamento: Defogliazione zona grappoli + fungicidi specifici (boscalid, fenexamid).
Foglie con bordi gialli che diventano marroni "a tigratura". Colpisce viti adulte. Il legno interno appare marcio.
Trattamento: Nessuna cura definitiva. Potatura sanitaria delle parti colpite e disinfezione tagli.
Foglie gialle (vitigni bianchi) o rosse (vitigni rossi) che si accartocciano verso il basso. Trasmessa da insetti vettori (Scaphoideus titanus).
Obbligo legale: Denunciare al Servizio Fitosanitario Regionale ed estirpare le piante infette.
Larve che bucano i grappoli, creando ingressi a botrite. Volo monitorabile con trappole a feromoni.
Trattamento: Bacillus thuringiensis (biologico) o insetticidi specifici durante il volo larvale.
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